{"id":85,"date":"2017-12-02T15:51:38","date_gmt":"2017-12-02T14:51:38","guid":{"rendered":"http:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/?p=85"},"modified":"2018-01-01T19:22:12","modified_gmt":"2018-01-01T18:22:12","slug":"linee-guida-per-la-redazione-della-tesi-di-laurea-in-materie-giuridiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/2017\/12\/02\/linee-guida-per-la-redazione-della-tesi-di-laurea-in-materie-giuridiche\/","title":{"rendered":"Linee guida per la redazione della tesi di laurea in materie giuridiche"},"content":{"rendered":"<p>Come si scrive una tesi di laurea? Come si struttura il lavoro e quali devono essere i contenuti? Gli studenti di materie giuridiche trovano qui una guida gratuita e completa.\u00a0Chiunque abbia fatto uso del presente vademecum e lo abbia trovato utile, o abbia commenti che intende segnalare all\u2019autore, pu\u00f2 scrivere a <a href=\"mailto:m.granieri@unifg.it\">massimiliano.granieri [at] unibs.it<\/a> oppure usare direttamente la funzione di messaggistica di questo blog. Grazie.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><strong>1. Che cos\u2019\u00e8 una tesi di laurea.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile dare una risposta generale alla domanda: \u201ccos\u2019\u00e8 una tesi di laurea?\u201d senza rischiare che sia una risposta generica. Infatti, ogni disciplina all\u2019interno di una Facolt\u00e0 e, ancor pi\u00f9, ogni Facolt\u00e0 all\u2019interno della formazione accademica rivendicano, come \u00e8 ovvio, proprie specificit\u00e0 metodologiche, epistemologiche, contenutistiche, linguistiche.<\/p>\n<p>A livello assolutamente generale, una tesi (preparata per una laurea triennale o magistrale) \u00e8 un elaborato originale, attraverso il quale il candidato approfondisce un argomento dando, ove possibile, un contributo innovativo alla materia di cui si occupa. Originale vuol dire che il candidato <u>deve<\/u> produrre un lavoro che sia \u201cfarina del suo sacco\u201d, a livello di ricerca dei materiali, di loro elaborazione, di esposizione dei risultati dell\u2019indagine. I lavori \u201ctaglia e incolla\u201d oppure la vera e propria tesi scritta da terzi, oltre a costituire un illecito che il docente anche meno avvertito sa riconoscere e pu\u00f2 sanzionare in molti modi, rappresentano un\u2019occasione mancata per lo studente. Peraltro, non \u00e8 il caso di ricordare agli studenti di Giurisprudenza cos\u2019\u00e8 il plagio.<\/p>\n<p>Gli studenti di Giurisprudenza in Italia (ecco la specificit\u00e0 della Facolt\u00e0, rispetto ad altre discipline) compiono un percorso pluriennale cimentandosi quasi mai con l\u2019elaborazione di testi, con la scrittura. Gli esami sono pressoch\u00e9 esclusivamente orali, mentre la preparazione di tesine ed elaborati variamente denominati \u00e8 attivit\u00e0 troppo poco diffusa e dal carattere comunque occasionale perch\u00e9 possa costituire una adeguata palestra. Si tratta evidentemente di un paradosso, perch\u00e9 la professione del giurista, in tutte le sue possibili declinazioni (avvocatura, magistratura, dirigenza pubblica o privata, notariato, insegnamento) presuppone oggi l\u2019utilizzo della scrittura e, dunque, la capacit\u00e0 di redigere documenti ben strutturati, efficaci, convincenti. La scarsa dimestichezza con la penna o con la tastiera si scontano in seguito, nei concorsi o nell\u2019esame per l\u2019abilitazione alla professione di avvocato, con risultati che le statistiche dei promossi o degli idonei non mancano di far risaltare.<\/p>\n<p>Se si volesse rispondere alla domanda iniziale alla luce di questa premessa, occorrerebbe che lo studente intelligente riconoscesse che la tesi di laurea \u00e8, prima di tutto, una grande occasione di completare con successo un percorso e, allo stesso tempo, di mettere a punto le armi che serviranno per svolgere ogni mestiere in campo legale (e non solo) con decoro, professionalit\u00e0 e successo.<\/p>\n<p>La ragione per la quale questo vademecum \u00e8 stato predisposto \u00e8 essenzialmente economica: costa troppo ripetere ogni volta cosa ci si attende da un tesista, soprattutto perch\u00e9 spesso bisogna ripeterlo molte volte alla stessa persona. D\u2019altra parte, \u00e8 anche umano che, lungo un cammino, non ci si ricordi bene della direzione, se non si dispone di una mappa.<\/p>\n<p>Vi \u00e8, inoltre, una preoccupazione di tipo metodologico, cio\u00e8 quella di veicolare, insieme ai contenuti di una materia, la forma migliore di esposizione. Molte professioni si possono svolgere senza argomentare o comunicare alcunch\u00e9; la professione legale \u00e8, invece, essenzialmente argomentazione e comunicazione di contenuti. Non si tratta, dunque, di una preoccupazione formalistica; \u00e8 una questione metodologica e sostanziale insieme; se questo punto non \u00e8 chiaro, \u00e8 opportuno rileggere il paragrafo 2 che precede.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, non ci si pu\u00f2 lamentare dei risultati dello studente, se non ci si \u00e8 assicurati in partenza che egli fosse consapevole del da farsi e, quindi, di cosa fosse una tesi di laurea in Giurisprudenza. Non vi \u00e8 nessuna pretesa di insegnare alcunch\u00e9 a qualcuno, se il contenuto di questi paragrafi risulta scontato. Tuttavia, sapere cosa c\u2019\u00e8 da fare giova anche alla trasparenza, nell\u2019interesse di tutti. Lo studente deve sapere su cosa esattamente viene valutato. I paragrafi che seguono contengono anche una lista dei criteri che servono al docente per dare un voto finale al lavoro di tesi.<\/p>\n<p>Un grande Maestro del nostro tempo una volta diede una spiegazione operativa alla domanda iniziale. Disse su per gi\u00f9 cos\u00ec: che la tesi \u00e8 un percorso del quale lo studente deve documentare tutti i passaggi, offrendo al lettore dieci pagine finali di adrenalina pura. Il Maestro non si offender\u00e0 se ci si permette di integrare minimamente quella provvida definizione facendola suonare cos\u00ec: una tesi di laurea \u00e8 un percorso intellettuale originale, del quale lo studente deve documentare tutti i passaggi in modo rigoroso e logico, sostenendo scientificamente, ma impersonalmente, il proprio punto di vista.<\/p>\n<p>Vediamo di dare un significato a questo enunciato.<\/p>\n<p><strong>2. Imparare un mestiere.<\/strong><\/p>\n<p>Scrivere costa fatica e scrivere bene richiede esercizio, cio\u00e8 moltissima fatica. Ecco due dati sui quali non \u00e8 facile dissentire.<\/p>\n<p>La redazione di un documento presuppone l\u2019organizzazione preventiva del percorso. Non si pu\u00f2 disegnare su un pezzo di carta una mappa senza conoscere il punto di partenza e la meta desiderata. Una cattiva redazione \u00e8 quasi sempre il sintomo di una insufficiente attivit\u00e0 di raccolta, di organizzazione e di elaborazione dei dati. Nessuno ha mai detto che questo non costi fatica; l\u2019esercizio, per\u00f2, consente, col tempo, di diventare pi\u00f9 veloci e di migliorare la resa (cio\u00e8, aumentare la qualit\u00e0 dei risultati, a parit\u00e0 di altre condizioni).<\/p>\n<p>L\u2019esercizio presuppone ripetizione. La tesi di laurea non \u00e8 che l\u2019inizio di una serie di innumerevoli lavori di scrittura; se questa affermazione non risulta convincente, il lettore ha scelto la Facolt\u00e0 sbagliata. Una volta imparato il mestiere, le occasioni di riutilizzare il metodo che avete imparato non mancheranno. Se pi\u00f9 tardi nel corso della carriera vi troverete a scrivere una tesi di master o di dottorato, avrete gi\u00e0 gli strumenti; cambier\u00e0 il numero delle pagine scritte e la qualit\u00e0 del lavoro. Il metodo, invece, \u00e8 quello di sempre.<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 non si intende dire che il metodo non sia perfettibile o adattabile alle esigenze di ognuno; le regole di base, per\u00f2, restano quelle.<\/p>\n<p>Che si tratti di una comparsa conclusionale, di un parere legale, di un articolo su rivista o di una tesi di laurea, lo scritto giuridico ha una caratteristica fondamentale: \u00e8 un lavoro documentato.<\/p>\n<p>Documentato significa che l\u2019argomento che si sta affrontando (una legge, un istituto, un problema della prassi sociale) viene letto attraverso le norme (se ve ne sono), la giurisprudenza (che c\u2019\u00e8 quasi sempre), la dottrina (che non manca mai). Accertare cosa il legislatore, i giudici o i professori hanno detto a proposito dell\u2019argomento che forma oggetto dello scritto \u00e8 il minimo che ci si attende da un lavoro di tesi. Questa attivit\u00e0 di accertamento deve risultare dal testo e dalle note; siffatta evidenza \u00e8 esattamente ci\u00f2 che si intende per documentazione.<\/p>\n<p>Senza dimenticare che si vuole produrre uno scritto giuridico \u2013 del quale il diritto resta oggetto e referente privilegiato -, argomentazione giuridica non significa argomentazione legalistica. Il diritto \u00e8 l\u2019insieme delle informazioni che compongono un algoritmo complesso di funzionamento di un sistema qual \u00e8 l\u2019ordinamento dei consociati. In questo senso, il diritto \u00e8 una scienza sociale; non l\u2019unica. L\u2019argomentazione giuridica pu\u00f2 validamente ed efficacemente attingere ad altri campi del sapere, come l\u2019economia, la sociologia, la linguistica, l\u2019antropologia.<\/p>\n<p>Sta alla sensibilit\u00e0 di chi scrive distribuire le informazioni raccolte in un testo che sia rigoroso, ma anche piacevole a leggersi. Le note a pie\u2019 di pagina sono il luogo dove fornire un\u2019indicazione bibliografica che altrimenti appesantirebbe il testo (cd. nota bibliografica), fornire un rinvio interno (note di rimando) oppure lo spazio per digressioni che altrimenti farebbero perdere il filo del discorso principale (note di discussione). Anche per quest\u2019ultima ragione, \u00e8 preferibile collocare una nota alla fine di un periodo o di una serie di periodi che servono ad esprimere un pensiero<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Bisogna andare a capo quando il discorso richiede un respiro del lettore, pi\u00f9 profondo di quanto il semplice segno di interpunzione (un punto) non consenta; ci\u00f2 succede tipicamente quando \u00e8 conclusa la espressione di un certo concetto o l\u2019esposizione di una data questione e ci si accinge ad argomentare ulteriormente, diversamente, oppure alternativamente.<\/p>\n<p>Una cosa che non si fa quasi mai, poich\u00e9 si \u00e8 poco abituati a scrivere, \u00e8 quella di rileggere ci\u00f2 che \u00e8 stato scritto. Poche persone hanno la capacit\u00e0 di redigere di getto un documento che non ha bisogno di revisioni. Siccome il lavoro di tesi \u00e8 un lavoro scientifico, che richiede ri-flessione e ri-letture continue, \u00e8 naturale tornare su quanto \u00e8 stato scritto ed \u00e8 necessario ogni volta rileggere, correggere, integrare, rileggere ancora.<\/p>\n<p><strong>3. Organizzare il pensiero.<\/strong><\/p>\n<p>Organizzare il pensiero \u00e8 operazione preliminare e indispensabile ad ogni attivit\u00e0 di scrittura.<\/p>\n<p>La cosa peggiore, meno produttiva e pi\u00f9 frustrante \u00e8 iniziare a scrivere senza sapere bene cosa; si ha l\u2019illusione che scrivendo si chiariranno le idee. Invece, nulla come la scrittura \u00e8 in grado di svelarci quanto poco chiare siano le nostre idee e come possono persino complicarsi.<\/p>\n<p>Prima di iniziare a scrivere, e dopo aver fatto le letture pi\u00f9 importanti, \u00e8 sempre utile avere un indice, ancorch\u00e9 provvisorio, molto dettagliato. Lungo il percorso si avr\u00e0 modo di rivederlo diverse volte; non di meno \u00e8 importante prefigurarsi una linea da seguire.<\/p>\n<p>Preliminare all\u2019indice e alle letture pi\u00f9 importanti \u00e8 la predisposizione di una bibliografia che andr\u00e0 presentata e discussa con il docente. Sulla bibliografia si avr\u00e0 dovr\u00e0 tornare, perch\u00e9 la selezione e la raccolta dei materiali \u00e8 un processo che continua quasi fino all\u2019ultimo giorno. La bibliografia di una tesi di laurea pu\u00f2 anche non esser dettagliata e completa come quella di un lavoro monografico per concorso a cattedra; per\u00f2, il metodo per formarla e i criteri per organizzarla sono i medesimi.<\/p>\n<p>Il metodo migliore per formare e gestire una bibliografia \u00e8 quello concentrico: l\u2019argomento della tesi \u00e8 al centro e i materiali (norme, dottrina, giurisprudenza, altre fonti) vanno disposti, raccolti e letti, in ordine importanza, dal centro verso la periferia. Il criterio che si segue per la lettura \u00e8 analogo. Nella preparazione della tesi, cos\u00ec come nella vita, il tempo non \u00e8 mai abbastanza; iniziare dalle letture periferiche all\u2019argomento non aiuta a ottimizzare il tempo, n\u00e9 giova alla chiarezza delle idee.<\/p>\n<p>Organizzare il pensiero significa impostare correttamente i dati, sapendo che bisogna introdurre un argomento, esponendo la problematica che ci si propone di esaminare e le questioni che si devono risolvere. Siccome la mappa delle questioni non \u00e8 completa, se non alla fine del lavoro, conviene scrivere l\u2019introduzione per ultima.<\/p>\n<p>Alla introduzione in apertura corrisponde una sezione conclusiva nella quale si riassumono i risultati del lavoro, li si commenta, li si critica, si d\u00e0 evidenza della dimostrazione di ci\u00f2 che si intendeva provare. Bench\u00e9 ogni parte del lavoro sia in grado di far emergere il punto di vista di chi scrive, le conclusioni sono solitamente il luogo in cui si pu\u00f2 chiaramente esprimere un contributo personale, senza perdere di rigore e senza indulgere in sperticate esternazioni di un proprio punto di vista che non sia suffragato dai materiali raccolti e dall\u2019esposizione che precede.<\/p>\n<p>La parte centrale del lavoro \u00e8 evidentemente la pi\u00f9 importante, quella pi\u00f9 documentata, quantitativamente pi\u00f9 rilevante. Essa pu\u00f2 essere contenuta in un capitolo o in pi\u00f9 capitoli; la scelta dipende dall\u2019autore. Trattazioni estese suggeriscono solitamente adeguate e bilanciate partizioni che facilitano la lettura e costituiscono la traccia del percorso che si sta compiendo. Questo pu\u00f2 voler dire spezzare i paragrafi, usando intelligentemente i numeri, anche decimali, per la paragrafazione.<\/p>\n<p>Uno schema di trattazione dei contenuti che si insegna nelle universit\u00e0 statunitensi \u00e8 il cos\u00ec detto IRAC, acronimo di Issue, Rules, Application, Conclusions, che stanno per: questione, regole, applicazione, conclusioni. Seguendo questo criterio, all\u2019esposizione del problema segue l\u2019indicazione delle regole, vale a dire la ricognizione del tessuto normativo che \u00e8 parte dell\u2019analisi e sul quale lo studente deve ragionare. La fase di applicazione, invece, \u00e8 quella nella quale si ragiona sul problema, alla luce delle norme e, soprattutto, della giurisprudenza rilevante.<\/p>\n<p>Un lavoro di tesi che non si misuri con la giurisprudenza \u00e8 pressoch\u00e9 inutile, oltre che negativamente valutabile. \u00c8 indispensabile chiedersi cosa i giudici hanno deciso su una determinata questione o su problematiche simili o limitrofe; in questo modo si verifica diacronicamente come una certa norma \u00e8 stata applicata nel corso del tempo. Si devono individuare precedenti e raccoglierli, separando quelli favorevoli e quelli contrari ad una certa questione (normalmente, facendo precedere l\u2019elencazione da un \u201c<em>contra<\/em>\u201d). Per quanto possibile, \u00e8 necessario separare la giurisprudenza di legittimit\u00e0 da quella di merito.<\/p>\n<p>\u00c8 importante verificare se sull\u2019argomento di tesi vi siano state o vi siano attualmente questioni di legittimit\u00e0 costituzionale, ovvero pregiudiziali o precedenti di natura comunitaria.<\/p>\n<p>Nel preparare un lavoro comparativo non si pu\u00f2 non svolgere lo stesso esercizio con le fonti straniere. Il medesimo criterio di organizzazione delle informazioni rivenienti dalla giurisprudenza deve essere seguito per l\u2019esposizione della dottrina nazionale e straniera.<\/p>\n<p>I materiali vanno letti criticamente e studiati, per essere utilizzati nella fase di elaborazione del testo.<\/p>\n<p>Lo schema generale \u201cintroduzione-trattazione-conclusione\u201d ha il vantaggio della modularit\u00e0, cio\u00e8 pu\u00f2 essere utilizzato per impostare il lavoro nel suo complesso, ma anche per la trattazione di singoli punti all\u2019interno di esso. Non \u00e8 l\u2019unico modo di trattazione, ma \u00e8 un inizio. Si pu\u00f2 sempre provare per scoprire un proprio metodo di esposizione.<\/p>\n<p><strong>4. Indicazioni operative<\/strong><\/p>\n<p>Prima di procedere alla redazione della tesi di laurea, il candidato \u00e8 tenuto a leggere e studiare il presente vademecum, il quale va integrato con la lettura del regolamento per le prove finali vigente all\u2019interno della Facolt\u00e0 e disponibile sul sito internet di Giurisprudenza.<\/p>\n<p>Per chiedere una tesi di laurea, \u00e8 indispensabile avere una conoscenza operativa di almeno una lingua straniera.<\/p>\n<p>L\u2019argomento della tesi va concordato con il docente, <u>tra quelli che il docente propone<\/u>.<\/p>\n<p>All\u2019assegnazione della tesi, segue una fase di ricerca bibliografica e una serie di letture preliminari che servono alla redazione di un indice provvisorio. L\u2019indice provvisorio deve essere discusso con il docente e approvato dal medesimo, prima che lo studente possa iniziare a scrivere. La bibliografia sar\u00e0 contenuta in apposita sezione finale del lavoro di tesi, ordinata secondo il criterio ritenuto pi\u00f9 opportuno dall\u2019autore.<\/p>\n<p>La consegna del lavoro avviene per intero e non per capitoli, sulla scorta dell\u2019indice concordato. In ogni istante e per ogni questione, lo studente pu\u00f2 fare riferimento al docente per confronti e per eventuali rivisitazione dell\u2019indice. Il testo presentato viene discusso nel merito con il docente, che potr\u00e0 proporre riscritture, approfondimenti, integrazioni.<\/p>\n<p>Il testo presentato deve essere tendenzialmente completo e formalmente corretto. La presenza di eventuali errori grammaticali o ortografici concorrer\u00e0 alla valutazione del lavoro. <u>Il docente non \u00e8 un correttore di bozze<\/u>.<\/p>\n<p>La redazione di una accettabile tesi di laurea richiede almeno quattro mesi di serio lavoro; gli studenti sono pregati di chiedere la tesi con largo anticipo rispetto alla sessione entro la quale ci si vuole laureare. \u00c8 rimessa all\u2019insindacabile decisione del docente ogni valutazione circa l\u2019idoneit\u00e0 del candidato e del relativo lavoro all\u2019ammissione ad una data sessione di laurea.<\/p>\n<p>Per le citazioni bibliografiche gli studenti sono invitarsi ad attenersi alle seguenti indicazioni:<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">Se monografia: Nome (puntato) + Cognome autore (tutto maiuscoletto con iniziale maiuscola), se pi\u00f9 autori, separati da trattino, <\/span><em style=\"font-size: 1rem;\">Titolo opera in corsivo<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">, citt\u00e0 di pubblicazione, anno, pagina.<\/span><\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>:<\/p>\n<p>Mengoni, <em>Successioni per causa di morte<\/em>, vol. I, Milano, 1975.<\/p>\n<p>Forchielli-V. Rovera, <em>Il diritto patrimoniale della Chiesa<\/em>, Padova, 1935.<\/p>\n<ul>\n<li>Se monografia, articolo, voce, o parte di opere maggiori (pubblicate in collane, trattati, commentari): tra virgolette caporali il titolo, seguito da virgola e \u201cin\u201d con il titolo dell\u2019opera in cui \u00e8 contenuta in corsivo:<\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8211; N. volume (facendo precedere il prefisso vol.) , n. edizione (esempio: 3<sup>a <\/sup>ed.)<\/p>\n<p>&#8211; Citt\u00e0 di edizione<\/p>\n<p>&#8211; Anno di edizione<\/p>\n<p>&#8211; Le indicazioni \u201ca cura di\u201d, \u201cdiretto da\u201d vanno tra parentesi: (a cura di), (diretto da)<\/p>\n<p>&#8211; Per ultimo va l\u2019indicazione del numero di pagina con il prefisso p.; esempio: p. 243 ss.<\/p>\n<p>&#8211; Se seguono nella stessa bibliografia pi\u00f9 opere dello stesso autore, usare Id., &#8230;<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>:<\/p>\n<p>T. Mauro, \u2039\u2039Gli aspetti patrimoniali dell\u2019organizzazione ecclesiastica\u203a\u203a, in <em>Il nuovo Codice di diritto canonico<\/em>, (a cura di) S. Ferrari, Bologna, 1983, p. 243 ss.<\/p>\n<p>AA.VV., <em>I beni temporali della Chiesa in Italia<\/em>, Milano, 1935.<\/p>\n<p>Id., <em>Alcune finalit\u00e0 del patrimonio ecclesiastico<\/em>, Roma, 1977.<\/p>\n<ul>\n<li>Se articoli pubblicati su riviste: Autore (maiuscoletto), Titolo dell\u2019articolo (tra virgolette caporali), in <em>Nome della rivista abbreviato secondo lo standard seguito dal Foro italiano<\/em> (corsivo), Parte della rivista (in lettere romane maiuscole), anno, p. (ovvero c. se la pagina \u00e8 divisa in colonne con numerazione autonoma).<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Esempio:<\/em><\/p>\n<p>Irti, \u2039\u2039Formalismo e attivit\u00e0 giuridica\u203a\u203a, in <em>Riv. dir. civ<\/em>., 1990, I, p. 1 ss.<\/p>\n<p>Sacco, \u2039\u2039Il sistema delle fonti e il diritto di propriet\u00e0\u203a\u203a, in <em>Riv. trim. dir. proc. civ<\/em>., 1970, p. 75.<\/p>\n<p>Lener, \u2039\u2039Forma scritta costitutiva e conclusione del contratto\u203a\u203a, in <em>Foro it<\/em>., 1964, I, c. 1780 ss.<\/p>\n<ul>\n<li>Voci pubblicate su enciclopedie o digesti: Autore (maiuscoletto), Titolo della voce (tra virgolette caporali), in <em>Nome dell&#8217;enciclopedia<\/em> (corsivo), numero del volume (in lettere romane maiuscole, se l\u2019enciclopedia si compone di pi\u00f9 volumi), \u201ca cura di\u201d tra parentesi, Luogo di edizione, anno, p.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Esempio:<\/em><\/p>\n<p>&#8211; A. Falzea, \u2039\u2039Manifestazione (teoria generale)\u203a\u203a, in <em>Enc. dir<\/em>., XXV, Milano, 1978, p. 442 ss.<\/p>\n<p>&#8211; G. Osti, \u2039\u2039Contratto\u203a\u203a, in <em>Noviss. <\/em><em>Dig. it<\/em>., IV, Torino, 1959, p. 462 ss.<\/p>\n<p>&#8211; S. Patti, \u2039\u2039Prova I) Diritto processuale civile\u203a\u203a, in <em>Enc. giur. Treccani<\/em>, XXV, Roma, 1991, p. 1 ss.<\/p>\n<p>&#8211; G.D. Pisapia, voce \u2039\u2039Udienza\u203a\u203a, in <em>Trattato di diritto processuale penale italiano<\/em>, (a cura di) G. Conso e G.D. Pisapia<\/p>\n<ul>\n<li>Saggi pubblicati in raccolte di scritti o studi in onore o in memoria<strong>:<\/strong> Autore (maiuscoletto), Titolo dell&#8217;opera (tra virgolette caporali), in Id. (maiuscoletto; da usare solo se la raccolta di scritti \u00e8 pubblicata a nome dell\u2019autore del contributo citato), <em>Nome della raccolta di scritti o degli studi in onore o in memoria<\/em> (corsivo), numero del volume (in lettere romane maiuscole, se esistono pi\u00f9 volumi), Luogo di edizione, anno, p.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>Esempio:<\/em><\/p>\n<p>&#8211; N. Irti, \u2039\u2039Formalismo e attivit\u00e0 giuridica\u203a\u203a, in Id., <em>La cultura del diritto civile<\/em>, Torino, 1990, p. 113 ss.<\/p>\n<p>&#8211; R. Sacco, \u2039\u2039Il sistema delle fonti e il diritto di propriet\u00e0\u203a\u203a, in <em>Studi in onore di Francesco Santoro-Passarelli<\/em>, IV, Milano, 1972, p. 939 ss.<\/p>\n<p>Per le citazioni di giurisprudenza, i criteri cui attenersi sono i seguenti.<\/p>\n<ul>\n<li>Abbreviazione dell\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria (secondo la tavola delle abbreviazioni gi\u00e0 inviata, Corte d\u2019Appello da abbreviare \u201cApp.\u201d),<\/li>\n<li>giorno mese anno<\/li>\n<li>numero (se esistente)<\/li>\n<li>in <em>Nome della rivista abbreviato<\/em> (secomdo gli standard del <em>Foro italiano<\/em>)<\/li>\n<li>anno, Parte della rivista (in lettere romane maiuscole)<\/li>\n<li>(ovvero c. se la pagina \u00e8 divisa in colonne con numerazione autonoma)<\/li>\n<\/ul>\n<p>N.B: se manca la sezione dell\u2019A.G. non separare la stessa dalla data della sentenza con virgole, ma tutto di seguito.<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>:<\/p>\n<p>Cass., Sez. Un., 15 maggio 2000, 4718, in <em>Giust. civ<\/em>., 2000, I, p. 754 ss.<\/p>\n<p>Cass. 19 aprile 1996, n. 3713, in <em>Foro it<\/em>., 1996, I, c. 2389 ss.<\/p>\n<p>App. Torino 30 ottobre 1978, in <em>Giur. it<\/em>., 1979, I, 2, c. 135 ss.<\/p>\n<p>Trib. Palermo 16 luglio 1997, in <em>Nuova giur. civ. comm<\/em>., 1997, I, p. 541 ss.<\/p>\n<p>Pret. Genova 17 gennaio 1987, in <em>Ass<\/em>., 1987, II, p. 51 ss.<\/p>\n<p>Ulteriori regole redazionali per altri materiali e fonti di diversa natura.<\/p>\n<p>&#8211; Le sigle devono essere scritte con l&#8217;iniziale maiuscola e senza puntini.<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>: Apiet, Aipa, Ce, Consob, Coreco, Cosap, Fob, Ici, Irap, Irpef, Irpeg, Iva, Onu, Tarsu, Tosap, Ue, ecc.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli enti, le istituzioni, le organizzazioni e tutte le denominazioni ufficiali devono essere indicati con l&#8217;iniziale maiuscola.<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>: Camera di Commercio, Commissione Tributaria Centrale, Comunit\u00e0 Europea, Corte di Cassazione, Corte Costituzionale, Corte dei Conti, Ministero delle Finanze, Tribunale, Unione europea, ecc.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Gli estremi dei provvedimenti devono essere come segue:<\/p>\n<ul>\n<li>in forma estesa: art. 81, D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917; legge 15 maggio 1997, n. 127; C.M. 14 luglio 1997, n. 127\/E; R.M. 4 agosto 1999, n. 10.<\/li>\n<li>in forma abbreviata: D.P.R. n. 917\/1986; legge n. 127\/1997; C.M. n. 197E\/1997.<\/li>\n<li>i riferimenti agli articoli e commi vanno riportati nella seguente forma: art. 1, comma 2; art. 5, comma 7; art. 3, cpv.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le citazioni testuali di intere parti di testo devono essere riportate tra virgolette caporali (\u2039\u2039 \u203a\u203a), mentre la riproposizione solo di parole singole o definizioni vanno tra virgolette inglesi (\u201c \u201d).<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quando vengono citate le fonti ufficiali dei provvedimenti (Gazzetta ufficiale ecc.) devono essere riportati tutti gli estremi: numero e data della pubblicazione, numero dell&#8217;eventuale supplemento<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>: G.U. n. 305 del 12 dicembre 1994, s.o. n. 24<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le date devono essere scritte per esteso<\/p>\n<p><em>Esempio<\/em>: 9 febbraio 1995<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per le parole straniere si deve cos\u00ec distinguere:<\/p>\n<p>se sono termini di uso comune (budget, report, standard, ecc.) si riportano in tondo;<\/p>\n<p>negli altri casi (<em>injunction<\/em>,<em> Restatement<\/em>, ecc.) la parola va in corsivo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le parole latine vanno sempre in <em>corsivo<\/em>, salvo che si tratti di una citazione riportata tra virgolette (in tal caso andr\u00e0 in tondo tra virgolette).<\/p>\n<p><strong>5. Letture consigliate.<\/strong><\/p>\n<p>Per coloro che volessero approfondire le tematiche legate alla scrittura, tra i vari contributi disponibili si segnala:<\/p>\n<p>AA.VV., <em>Manuale di scrittura<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 1998.<\/p>\n<p>Lesina, <em>Il manuale di stile. Guida alla redazione di documenti, relazioni, articoli, manuali, tesi di laurea,<\/em> II ed., Zanichelli, Bologna, 1994.<\/p>\n<p>Eco, <em>Come si fa una tesi di laurea. Le materie umanistiche<\/em>, Tascabile Bompiani, Milano, 1977.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Questa nota \u00e8 un esempio. \u00c8 una brutta abitudine quella di spezzare la frase in questo modo: \u201cAlcuni autori sostengono che (1) \u2026 \u201d. In questo modo, il lettore \u00e8 costretto ad interrompere la lettura perch\u00e9 incuriosito dalla nota. Tornando al testo, dovr\u00e0 ricominciare da capo, cercando di non perdere il senso del discorso. Se la tecnica qui criticata viene adottata pi\u00f9 volte nello stesso periodo, la lettura non sar\u00e0 tra le pi\u00f9 piacevoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si scrive una tesi di laurea? Come si struttura il lavoro e quali devono essere i contenuti? Gli studenti di materie giuridiche trovano qui una guida gratuita e completa.\u00a0Chiunque abbia fatto uso del presente vademecum e lo abbia trovato utile, o abbia commenti che intende segnalare all\u2019autore, pu\u00f2 scrivere a massimiliano.granieri [at] unibs.it oppure &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/2017\/12\/02\/linee-guida-per-la-redazione-della-tesi-di-laurea-in-materie-giuridiche\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Linee guida per la redazione della tesi di laurea in materie giuridiche&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_crdt_document":"","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-85","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9zVyC-1n","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=85"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":138,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/85\/revisions\/138"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=85"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=85"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/massimiliano-granieri.unibs.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=85"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}