Il “pensiero delle cattedrali”; a proposito di uno scritto di Telmo Pievani

Homo sapiens – scrive Telmo Pievani sul Corriere della Sera – ha però un vantaggio sui virus: l’immaginazione. Loro sono macchine biologiche che fanno copie di sé stesse. Noi possiamo prevedere che di questo passo il riscaldamento climatico, la distruzione della biodiversità e le pandemie ci presenteranno un conto sempre più salato. Per uscirne servono decisori politici, nazionali e internazionali, che abbiano il “pensiero delle cattedrali”, il pensiero cioè dei costruttori medioevali che gettavano le fondamenta di una cattedrale ben sapendo che solo i loro figli o nipoti l’avrebbero vista finita. La lotta contro il degrado ambientale è la nostra cattedrale

Credo che chiunque faccia questo mestiere – che ci chiede di stare davanti ai ragazzi e guardarli negli occhi (non importa se dal vivo o attraverso il monitor di un dispositivo) – deve ricordare che la nostra missione è trasferire una visione, delle cose di lungo periodo, delle cattedrali, dei progetti che attraversano le generazioni e vanno oltre l’effimero di un mondo solo digitale. Bisogna rileggere la riflessione di Telmo Pievani tutti i giorni.

Seminario @Netval su #MTA e #NDA

15:00 – Saluti del Rettore, Università di Urbino, Vilberto Stocchi

15:15 – Saluti del Prorettore alla Terza Missione, Università di Urbino, Fabio Musso

15:30 – Saluti del Presidente di Netval, Giuseppe Conti, Università di Bologna

15:45 – Alessandra Baccigotti, Università di Bologna e ASTP

17:00 – Q&A e conclusioni

Modera: Vanessa Ravagni, Università di Trento e Netval

Something in the air – un contributo recente sulla qualità dell’aria con Marialuisa Volta

Insieme alla collega Marialuisa Volta del #DIMI della Università degli Studi di Brescia abbiamo scritto un saggio su #airquality#control e #regulation in #Europa
Nel coltivare un vero dialogo interdisciplinare, abbiamo cercato di analizzare lo stato della regolazione sulla qualità dell’aria con l’approccio di #IAM (integrated assessment modeling) alla luce dell’evoluzione del quadro normativo europeo.

Lo scritto è ospitato su #MCR del Società editrice il Mulino

Massimiliano Granieri, Marialuisa Volta, Something in the air. Per un approccio integrato alla regolazione della qualità dell’aria in Italia e in Europa, in “Mercato Concorrenza Regole, Rivista quadrimestrale” 1/2020, pp. 163-194, doi: 10.1434/97767

Contro il determinismo nel trasferimento tecnologico

Ieri è rimbalzata sulle testate online e sui social la dichiarazione dell’amministratore delegato di DiaSorin, che informava tutti della volontà della società di non fare più investimenti in ricerca clinica in Italia finché non viene chiarito il quadro regolatorio del biotech. Si tratta dell’inevitabile e – aggiungo io – giustificata conseguenza di una recente decisione del TAR Lombardia che ha visto coinvolta la società. Purtroppo la questione è generalizzabile e non riguarda soltanto l’industria e la ricerca biotecnologica.

Un momento dopo sono piovuti i commenti di tutti – letteralmente tutti – sul problema del trasferimento tecnologico in Italia, sulle difficoltà dell’innovazione, sull’incertezza. Ma quelli che oggi si stracciano le vesti per questo epilogo molto serio sono gli stessi che per anni – e ancora oggi – non hanno capito dove sta il problema. Commentano, criticano, urlano, ma senza costrutto, e non si rendono conto che le loro doglianze sono più parte del problema che della soluzione. La situazione non cambierà mai se non si prende atto dell’errore.

Siamo entrati nel XXI secolo con le regole giuridiche del XX e la mentalità del XIX. Ma siamo convinti che i processi di innovazione e trasferimento tecnologico possano prendere vita qui, in Italia, come altrove, semplicemente ‘annunciando’ le cose, o proclamando a gran voce la volontà di farle o, peggio, celebrando improbabili successi, come fossimo la Silicon Valley cisalpina (che, evidentemente, non siamo).

Più o meno consapevolmente, più o meno deliberatamente, nello spiegare i rapporti tra innovazione tecnologica e sviluppo economico siamo vittime di un imperante determinismo tecnologico, di una convinzione – radicata nella mente dei nuovi tecnocrati monodimensionali – che la tecnologia di per sé, la sua forza, la sua pervasività, la sua dirompenza, siano sufficienti per produrre il cambiamento in meglio e la crescita economica.

Le vicende di questo Paese – dalle quali la annunciata decisione di DiaSorin evidentemente prende le mosse – raccontano una storia un po’ più complessa e sofisticata. Abbiamo voluto ostracizzare le regole, celebrando la loro farraginosità e imperscrutabilità, e abbiamo preferito far finta che non esistessero, piuttosto che metterci a capire dov’è che la macchina non funziona. E aggiustarla.

Non è la tecnologia l’unico antecedente dello sviluppo economico. Le regole giuridiche, che creano il mercato, sono parte delle cause del successo o dell’insuccesso di una nazione. Questa consapevolezza richiede ai giuristi un atteggiamento più responsabile nell’amministrarle e nell’interpretarle, per evitare che norma giuridica e società viaggino in direzioni ortogonali. Ma richiede ai depositari della conoscenza tecnologica l’umiltà di capire che nemmeno loro si muovono nel vuoto pneumatico. Intorno al tutto che ci comprende c’è una cosa che si chiama ‘società’, i cui algoritmi di funzionamento non rispondono a una regola deterministica. Ci si può illudere di dominarli, con i paradigmi delle scienze esatte, ma non li si può eludere.

Dietro ogni prodotto c’è una tecnologia. Ma dietro i mercati della tecnologia ci sono regole, che possono funzionare o essere disfunzionali. Prima lo capiamo, meglio sarà per tutti.

Sorella Economia a Brescia

In occasione della giornata mondiale dell’ambiente, il prossimo 5 giugno, abbiamo organizzato a#Brescia (ma in videoconferenza) la presentazione del libro di Marco Asselle e Andrea Piccaluga “Sorella Economia”, uno scritto coraggioso che affronta i temi della #Economy of #Francesco, alla luce dei principi enunciati nella enciclica “Laudato si'” di #Papa Francesco. Trovate maggiori riferimenti direttamente sulla pagina web dedicata al libro.

In effetti, il Poverello di Assisi è stato il primo ecologista della storia (anche piuttosto intransigente). Quale modo migliore per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente? La pandemia del #covid19 ci ha imposto il #distanziamentosociale e ha bloccato la nostra frenetica mobilità fisica. Ma distanti non significa divisi, né le idee si fermeranno perché c’è un ordine dell’autorità. All’insegna dello spirito comunitario e di riflessione critica che contraddistingue la Comunità Accademica, chi è interessato può a partecipare al seminario, che si terrà tra le 11.30 e le 13.00 di venerdì 5 giugno. Basta mandare una mail per essere aggiunti alla videoconferenza.

“Sorella Economia” e la Economy of Francesco – a tribute to a Friend

Per chi non lo avesse (ancora) fatto, consiglio a tutti di leggere questo libro. Lo ha scritto il mio amico Andrea Piccaluga, professore di economia al Sant’Anna di Pisa ma, first and foremost (come si dice altrove), un uomo di fede e cattolico militante, che tifa il Pisa (peccato…) e San Francesco. Lo ha fatto insieme a Marco Asselle, un frate minore dell’Ordine Francescano, economista a sua volta (non so se tifoso del Pisa o, auspicabilmente, della Juventus).

Sono tempi difficili. Ma non saranno serviti a nulla se non avremo colto – come fedeli o, semplicemente, come parte dell’umanità – l’occasione per riflettere su noi stessi, sulle nostre vite, su come vorremmo il futuro dei nostri figli e su come immaginare un’altra economia. La figura potente di Francesco di Assisi nella storia lascia ancora tracce nel pensiero contemporaneo, anche negli itinerari scientifici quotidiani degli economisti. Il libro va letto; non come un approdo, ma come una tappa di avvicinamento verso una società migliore e più giusta.

C’è un sito dedicato di Sorella Economia e una newsletter alla quale ci si può iscrivere.

#FISCO E #BREVETTI — TRATTAMENTO FISCALE DEI COMPENSI DEGLI #INVENTORI DELLE #UNIVERSITÀ E DEGLI #ENTI PUBBLICI DI #RICERCA

Ricorderete l’idea della gita ad Urbino il 28 marzo (sarebbe stata una buona occasione per visitare la città!); la gita è rimandata (speriamo non di molto). Invece, il seminario di approfondimento trattamento fiscale dei compensi che ricevano i nostri inventori, all’interno degli enti di ricerca e università italiane si terrà lo stesso. Ma in modalità telematica, come molte attività in questi giorni.

L’Università Carlo Bo, con il supporto dell’Ufficio Terza Missione e il patrocinio di Netval, ha organizzato un seminario di approfondimento su questo tema.

Come si può immaginare, anche questa tematica è una conseguenza sul lungo periodo del percorso che le università italiane e gli enti di ricerca pubblici hanno intrapreso nell’ambito della terza missione. La proprietà intellettuale genera ritorni economici e, puntuale, si presenta il fisco: a quale regime vanno assoggettate le varie forme di compenso?

Tutte le informazioni e il programma sono disponibili cliccando qui

#brevetti #invenzioni #tassazione #terzamissione

The Open COVID Pledge

Many are wondering whether intellectual property rights will hinder or slow down the fight against COVID19 world wide. There have been discussions around the chance of infringing patents on valves and other devices that have been reproduced using 3D printers.

Interesting debate and food for thought. In the meanwhile, there is the Open COVID Pledge initiative in the United States that is providing a quick answer to the problem, to make sure IP does not run against its own promise to support innovation and help the mankind to survive and prosper.