Sorella Economia a Brescia

In occasione della giornata mondiale dell’ambiente, il prossimo 5 giugno, abbiamo organizzato a#Brescia (ma in videoconferenza) la presentazione del libro di Marco Asselle e Andrea Piccaluga “Sorella Economia”, uno scritto coraggioso che affronta i temi della #Economy of #Francesco, alla luce dei principi enunciati nella enciclica “Laudato si'” di #Papa Francesco. Trovate maggiori riferimenti direttamente sulla pagina web dedicata al libro.

In effetti, il Poverello di Assisi è stato il primo ecologista della storia (anche piuttosto intransigente). Quale modo migliore per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente? La pandemia del #covid19 ci ha imposto il #distanziamentosociale e ha bloccato la nostra frenetica mobilità fisica. Ma distanti non significa divisi, né le idee si fermeranno perché c’è un ordine dell’autorità. All’insegna dello spirito comunitario e di riflessione critica che contraddistingue la Comunità Accademica, chi è interessato può a partecipare al seminario, che si terrà tra le 11.30 e le 13.00 di venerdì 5 giugno. Basta mandare una mail per essere aggiunti alla videoconferenza.

“Sorella Economia” e la Economy of Francesco – a tribute to a Friend

Per chi non lo avesse (ancora) fatto, consiglio a tutti di leggere questo libro. Lo ha scritto il mio amico Andrea Piccaluga, professore di economia al Sant’Anna di Pisa ma, first and foremost (come si dice altrove), un uomo di fede e cattolico militante, che tifa il Pisa (peccato…) e San Francesco. Lo ha fatto insieme a Marco Asselle, un frate minore dell’Ordine Francescano, economista a sua volta (non so se tifoso del Pisa o, auspicabilmente, della Juventus).

Sono tempi difficili. Ma non saranno serviti a nulla se non avremo colto – come fedeli o, semplicemente, come parte dell’umanità – l’occasione per riflettere su noi stessi, sulle nostre vite, su come vorremmo il futuro dei nostri figli e su come immaginare un’altra economia. La figura potente di Francesco di Assisi nella storia lascia ancora tracce nel pensiero contemporaneo, anche negli itinerari scientifici quotidiani degli economisti. Il libro va letto; non come un approdo, ma come una tappa di avvicinamento verso una società migliore e più giusta.

C’è un sito dedicato di Sorella Economia e una newsletter alla quale ci si può iscrivere.

#FISCO E #BREVETTI — TRATTAMENTO FISCALE DEI COMPENSI DEGLI #INVENTORI DELLE #UNIVERSITÀ E DEGLI #ENTI PUBBLICI DI #RICERCA

Ricorderete l’idea della gita ad Urbino il 28 marzo (sarebbe stata una buona occasione per visitare la città!); la gita è rimandata (speriamo non di molto). Invece, il seminario di approfondimento trattamento fiscale dei compensi che ricevano i nostri inventori, all’interno degli enti di ricerca e università italiane si terrà lo stesso. Ma in modalità telematica, come molte attività in questi giorni.

L’Università Carlo Bo, con il supporto dell’Ufficio Terza Missione e il patrocinio di Netval, ha organizzato un seminario di approfondimento su questo tema.

Come si può immaginare, anche questa tematica è una conseguenza sul lungo periodo del percorso che le università italiane e gli enti di ricerca pubblici hanno intrapreso nell’ambito della terza missione. La proprietà intellettuale genera ritorni economici e, puntuale, si presenta il fisco: a quale regime vanno assoggettate le varie forme di compenso?

Tutte le informazioni e il programma sono disponibili cliccando qui

#brevetti #invenzioni #tassazione #terzamissione

The Open COVID Pledge

Many are wondering whether intellectual property rights will hinder or slow down the fight against COVID19 world wide. There have been discussions around the chance of infringing patents on valves and other devices that have been reproduced using 3D printers.

Interesting debate and food for thought. In the meanwhile, there is the Open COVID Pledge initiative in the United States that is providing a quick answer to the problem, to make sure IP does not run against its own promise to support innovation and help the mankind to survive and prosper.

La vita in videoconferenza

Passerà queste emergenza. Non sappiamo quando, ma passerà. E nel frattempo tutto quello che prima facevamo dal vivo, in presenza, riusciamo ugualmente a portarlo avanti grazie alla tecnologia. Oggi facciamo lezione, riunioni, persino sedute di laurea (per chi lavora all’università); praticamente la nostra vita ora si svolte quasi tutta in videoconferenza, in una misura e con delle modalità che quasi non immaginavamo (o che forse non volevamo immaginare)

Non sappiamo quando tutto questo finirà e certamente non sarà nel giro di una notte che recupereremo la normalità, salvo chiedersi cos’è veramente la normalità, se questa di oggi o quella che abbiamo perduto. Oppure, quella che sapremo ricostruire sulla base delle nuove consapevolezze.

Nessun sistema di videoconferenza può sostituire l’esperienza di una lezione in classe, dal vivo. La didattica ha bisogno di quello, di occhi vigili, di domande, di gesti, di interruzioni, del gesso e dei pennarelli, della sfida che ciascuno di noi sente nel dover tenere l’attenzione di 10 o 100 studenti concentrati a prendere appunti (o a parlottare tra loro, quando non messaggiarsi). Ma una buona videoconferenza può rimpiazzare egregiamente tante pessime riunioni che facciamo di persona e che quasi non hanno senso.

A chi non è capitato di dover viaggiare al mattino (in auto, coi mezzi) per raggiungere una riunione con altre decine di persone che hanno fatto lo stesso percorso e poi trovarsi là, ognuno seminascosto dal proprio computer, intento a rispondere email scadute da settimane, o a rivedere un documento noioso, o a scrutare le pagine dei social, salvo intervenire stancamente sull’unico punto che ci interessa veramente. Per poi fare il percorso inverso e tornare a casa. Tempo, traffico, inquinamento, per due ore di riunione in cui fisicamente eravamo là e mentalmente in un altrove molto poco affollato, appagati dalla condivisa (e non per questo corretta) convinzione che anche quello sia lavoro. “Face work”, come lo chiamano al di là dell’oceano.

La prossima normalità lavorativa (e delle vite) che ricostruiremo dovrà essere diversa da questa di oggi e da quella che, volenti o non, ci lasciamo alle spalle. Alcune attività continueremo a farle in presenza, perché così deve essere; ma altre varrà la pena di continuare a gestirle in remoto. Ora facciamo il telelavoro, perché lavoriamo a distanza. Domani dovremo imparare a fare smart working, che sarà smart soltanto se capiremo che ciò che dà dignità al nostro lavoro non è (soltanto) la presenza fisica e il face work, ma soprattutto la qualità delle relazioni e l’orientamento ai risultati; non è il cartellino che qualcun altro può timbrare per noi, ma l’obiettivo raggiunto, prima, meglio. Sarà smart se ci farà conseguire di più con minore fatica, minore dispendio di tempo e consumo di energie, minore traffico in città e inquinamento; se ci metterà in condizione di sapere che si può fare quella riunione anche stando a casa, o in un parco, in un cowork, o da Starbucks (per dirne uno), come fanno già in altri paesi.

Speriamo che in quella normalità guadagneremo un po’ più di tempo per stare coi nostri figli, o i nostri genitori anziani, per stare all’aperto e fare attività fisica, o leggersi un libro e incontrare quell’amico che – mannaggia – avrei voluto telefonarti ma poi …

AVVISO IMPORTANTE: LEZIONI DEL SEMESTRE S2

Per la situazione verificatasi a causa della diffusione del coronavirus e alla luce dei provvedimenti delle autorità regionali e nazionali, le lezioni del secondo semestre di Intellectual Property si terranno, fino a diversa disposizione, in modalità telematica sincrona, attraverso la piattaforma Google Meet. Gli studenti iscritti al corso possono registrarsi sulla piattaforma Moodle di UNIBS e comunicare via email l’intenzione di partecipare alle lezioni on line. I giorni e gli orari restano quelli pubblicati sul calendario ufficiale dei corsi.

#Terzamissione – #Fisco e #brevetti all’Università di #Urbino

Se sarete a Urbino il 28 marzo (e magari è anche una buona occasione per visitare la città!), l’Università Carlo Bo, con il supporto dell’Ufficio Terza Missione, ha organizzato un seminario di approfondimento su un tema che sta diventando urgente: il trattamento fiscale dei compensi che ricevano i nostri inventori, all’interno degli enti di ricerca e università italiane.

Ovviamente, anche questa tematica è una conseguenza sul lungo periodo del percorso che le università italiane e gli enti di ricerca pubblici hanno intrapreso nell’ambito della terza missione. La proprietà intellettuale genera ritorni economici e, puntuale, si presenta il fisco: a quale regime vanno assoggettate le varie forme di compenso?

L’evento è organizzato in collaborazione con #Netval.

#brevetti #invenzioni #tassazione #terzamissione

Lancio del 2020-2021 Pan European Seal Edition, 17 February – 22 March 2020

A tutti gli interessati (studenti dell’Università di Brescia), segnalo che dal 17 febbraio al 12 marzo sono aperte le candidature per partecipare al prestigioso programma di formazione professionale condotto dallo European Union Intellectual Property Office e dallo European Patent Office.

Le figure selezionate quest’anno dalle due istituzioni devono avere una o più competenze nelle seguenti aree:

  1. Law
  2. IP law
  3. IP & Knowledge Management
  4. Political Sciences & International Relations
  5. Linguistics
  6. Economics & Business Administration/Entrepreneurship
  7. Information Technology (Data Analysis, IT Security, Business Analysis, Software Engineer, Customer Service Solutions)
  8. Communication
  9. Facility Management (Architect, Civil engineer, Logistics management)
  10. Human Resources

La procedura prevede che i candidati di ciascun ateneo partecipante al programma siano selezionati e segnalati dall’ateneo stesso per entrare a far parte di una short list, dalla quale emergeranno i candidati ammessi alla fase finale della selezione.

Per maggiori informazioni e per segnalare la candidatura, si prega di scrivere al referente dell’iniziativa (prof. Granieri).